Le parole del DIVINO Paulo Roberto Falcao che hanno colpito tutti



Paulo Roberto Falcao ha parlato in occasione della 35esima edizione della “Federation Internationale Cinema Television Sportifs”, che si è tenuta a Milano. Tanti i temi toccati dall’ex centrocampista della Roma, dall’Italia all’imminente derby tra giallorossi e biancocelesti. Ecco le sue parole:FALCAO A SKY
Voi venivate da una grande batosta con la Germania, ma vi siete rialzata. Cosa deve fare l’Italia per rialzarsi?
E’ stato dura, tanto che ancora adesso in Brasile si parla di quella partita. Non si dimentica, ma uno non può vivere pensando sempre a questo, perché sennò non si va avanti. L’Italia deve ripartire immediatamente,  con un processo che deve portare già agli Europei. C’è bisogno di riflettere sugli errori commessi e un piano per dare alla gente delle soddisfazioni in un momento così duro e tragico. Può succedere, ma bisogna fare subito qualcosa.

In pole position come ct c’è Ancelotti…
Io lo conosco bene, gli ho chiesto qualche anno fa, quando era al Real Madrid, se volesse fare il ct di una nazionale. Lui mi ha detto che gli piacerebbe e secondo me sarebbe un’ottima opportunità per lui ed un’ottima scelta della Federazione.

Lunedì c’è qualcosa di speciale a Roma…si aspettava che la società si muovesse così nel dopo-Totti?
C’è il derby. Entrambe le squadre stanno facendo molto bene, anche se hanno una partita di meno. Sicuramente la partita della Roma con la Sampdoria è più difficile di quella con l’Udinese. Il derby è una partita a sé, perché dà grande tranquillità. Molti tifosi pensano ancora che sia meglio vincere un derby che un trofeo. Per me questo è sbagliato, però se si vince il derby è sempre molto bello.

FALCAO A TMW RADIO

Che effetto fa vedere l’Italia fuori dal mondiale?
Era dura, ma non mi aspettavo la mancata qualificazione. Adesso bisognerebbe guardare agli errori commessi e poi ripartire in maniera rapida, senza aspettare troppo. Gli italiani sono tristi e giustamente preoccupati. È un danno molto grande che vede una sconfitta totale. Anche del calcio perché un mondiale senza l’Italia non è lo stesso. Storicamente, qualunque sia il contesto, insieme a Germania, Brasile e Argentina partono sempre da favoriti.

Chi ha sbagliato?
Difficile dirlo. Così come è complicato individuare un errore. Sicuramente ce ne sono stati tanti.

Dopo alcuni fallimenti, il Brasile scelse Dunga. L’Italia potrebbe fare lo stesso con Totti?
Non vivendo in Italia, potrei solo dare un’opinione relativa. Non necessariamente si dovranno scegliere ex campioni. In Italia c’è tanta gente capace di cambiare le cose. Al prossimo mondiale gli azzurri dovranno andarci.

Nella Seleção si scoprono sempre talenti fortissimi. Perché in Italia non succede?
Quando nel 1980 arrivai nella Roma, rimasi colpito dal fatto che non si facevano giocare i giovani calciatori. Qualcuno arrivava dalla Primavera ma ci tornava poco dopo. Una situazione molto diversa dal Brasile dove a diciotto anni, se sei bravo, giochi già in prima squadra. Se incroci un giovane con capacità tecniche importanti e tanta personalità, devi lanciarlo senza pensarci due volte.

Che ne pensa del momento di Neymar al PSG?
È giovane e sta giocando con una pressione enorme addosso. Non merita di essere accusato perché è un bravo ragazzo e un calciatore in gamba. Al momento fra i tre migliori al mondo.

Spalletti, dopo Roma, sta facendo molto bene anche all’Inter…
Anche se troppo presto per parlare, Juventus, Napoli, Inter, Roma e Lazio saranno certamente le squadre che lotteranno per lo scudetto fino alla fine. Tutte stanno molto bene e i giallorossi stanno attraversando un ottimo momento. Il campionato però è molto lungo e non saprei su chi puntare. È sempre difficile. Certo non mi dispiacerebbe che lo scudetto andasse alla squadra di Di Francesco.

Che derby si aspetta?
È sempre una partita speciale e adesso ancora di più perché entrambe giocano bene a calcio. Sarà sicuramente una bellissima gara durante la quale ci si potrà misurare a viso aperto. Devono recuperare ancora un match e questo li spingerà a fare meglio per non perdere terreno. Nel derby di Roma non c’è una favorita.






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