Alfa Romeo Biscione,definita la figlia del vento,tributo speciale ad un'auto storica

    Una delle più belle e potenti auto che la grande Alfa Romeo abbia mai sfornato,si signori,stiamo parlando proprio di lei,la strepitosa Giulia 1.6 e 1.3 ,una macchina che in quegli anni ha fatto veramente la storia,venne definita e chiamata la berlina disegnata dal vento all'inizio avrebbe dovuto avere altro nome, forse un numero, poi, in nome della tradizione e della moda dell'epoca che apprezzava i nomi di auto al femminile, si decise di chiamarla Giulia,il successo di questo modello fu inaspettato persino per Alfa Romeo che di colpo dovette affrontare la realtà di casa automobilistica dai grandi numeri, basti pensare che la 1900 (1950-58) fu costruita in 18mila esemplari, la Giulietta (1955-62) in 180mila esemplari, la Giulia oltre un milione di esemplari riportando per la prima volta i bilanci di Alfa Romeo in attivo dopo la fine del conflitto mondiale.La progettazione della Giulia avvenne nell'Ufficio Stile Alfa Romeo diretto da Giuseppe Scarnati e Ivo Colucci sotto la diretta guida dell'ingegner Orazio Satta; con la Giulia venne fatto un grosso lavoro di progettazione aerodinamica(coda tronca, fiancate dritte con solchi laterali, cofano spiovente, parabrezza e lunotto arrotondati) anche grazie alla Galleria del Vento del Politecnico di Torino dove uscì con un Cx pari a 0,34 praticamente identico a quello della estrema Porsche 911.Ma le innovazioni non si limitavano all'aerodinamca, infatti la Giulia era la prima vettura che pensava anche alla protezione passiva dei passeggeri in caso di sinistro stradale grazie ad una scocca a robustezza differenziata con abitacolo più rigido contornato da elementi in grado di assorbire progressivamente gli urti frontali; le Giulia nascono già predisposte per le cinture di sicurezza.

    La lunghezza è di 4140 mm, altezza 1430 mm, larghezza 1560 mm per un'abitabilità eccellente.Quest'auto piacque da subito anche se in molti la giudicarono troppo sportiva per l'uso familiare a causa delle sospensioni giudicate rigide e dalla rumorosità del motore e dalle finiture degli interni ancora legate al passato (cambio al volante, deflettori apribili con galletto, quadro strumenti lineare, volante nero con mezzi bracci crema e semi anello cromato.

    C'è da dire, però, che la Giulia seppe subito convincere tutti della bontà delle soluzioni adottate con il proprio comportamento stradale impeccabile, la tenuta di strada e la reattività.Nel 1974 la Giulia subisce un forte restyling estetico: nasce la Nuova Giulia Super 1.3 (mod 115.09S) e Nuova Giulia Super 1.6 (mod. 105.26S) che rimarrà in produzione fino al la seconda metà del 1977. Quest’ultima, forse la meno bella, verrà dotata di calandra a quattro fari in plastica nera e privata delle scanalature sul cofano che diventerà piatto. Gli interni vengono integrati con un tunnel centrale in legno Nel 1976 verrà introdotta la sfortunata versione diesel (mod. 115.40) alimentata da motore Perkins, un 1760 cc. Con rapporto di compressione 22:1, 55 cv. Di potenza a 4000 giri/min, (velocità massima 135 km/h) davvero rumoroso e dalle mediocri prestazioni, sicuramente non degno di quest’auto.

    Nel corso degli anni vennero presentate anche una versione “promiscua”, una simil Sport Wagon prodotta dalla carrozzeria Colli di Milano e realizzata in poche centinaia di esemplari destinati alla Polizia Stradale e alla Croce Rossa.Innumerevoli, invece, le influenze che questo modello ebbe sulla gamma Alfa Romeo degli anni sessanta, nascono le derivate Giulia Sprint e la Giulia Spider, entrambe identiche (se non per piccoli dettagli) alla precedente Giulietta e semplicemente ribattezzate; si passa poi alla Giulia Sprint GT,in giroci sono molti collezionisti e amati di queste macchine e vederle cosi pulite lucide e ben tenute,sembrano macchine appena uscite dal concessionario.

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  • il 07 Jun 2016




Categorie: Motori, Anni 70/80 Ottanta

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