In Memoria del Grande Alberto Sordi,tributo emozionante tutto per lui

    Il nostro grande mito,l'immenso Alberto Sordi,chiamato affettuosamente da noi,Albertone,un attore che di certo non ha bisogno di presentazioni,ma noi oggi vogliamo ricordarlo attraverso questo articolo che racconta la sua biografia,in cui alleghiamo anche un video per mostrare a voi e ricordare questo grande uomo che forse mai più ne vedremo uno simile,alberto nasce a roma  precisamente il 15 giugno 1920 e volato in cielo nel febbraio 2003,nasce in via San Cosimato a Trastevere, quarto figlio di Maria Righetti, insegnante elementare nata a Sgurgola e di Pietro Sordi un professore di musica e concertista nell’orchestra del Teatro dell’Opera. Inizia ad allestire sin da ragazzino piccole recite con un teatrino di marionette e canta come soprano nel coro di voci bianche della Cappella Sistina.Studia all’Istituto d’Avviamento Commerciale “Giulio Romano” a Trastevere senza diplomarsi.Studia anche canto lirico esibendosi come basso.

    Nel 1936 incide un disco di fiabe per bambini per la casa discografica Fonit e grazie ai soldi messi da parte si reca a Milano, dove si iscrive al corso di recitazione all’Accademia dei Filodrammatici da cui verrà espulso a causa della sua dizione dialettale, con la quale diverrà celebre in seguito.Nel 1941 muore Pietro Sordi e si trasferisce con la famiglia nel centro storico di Roma.Trattò la sua vita privata sempre con estremo riserbo e riservatezza. Non contrasse matrimonio nè pubblicizzò mai nessun legame sentimentale. Visse sempre in casa insieme alle sorelle Savina e Aurelia, con il fratello Giuseppe, che era anche il suo amministratore, e con la segretaria Annunziata, oggi sovrintendente del suo archivio personale.La villa di Alberto Sordi, di fronte alle terme di Caracalla, diverrà, per volere della sorella Aurelia, un museo.Si fa conoscere grazie ai programmi di Corrado “Rosso e nero”, “Oplà” e “Vi parla Alberto Sordi”.Viene notato da Fellini (dopo almeno dieci anni di “gavetta”) che gli affida ruoli di primo piano sia ne “Lo Sceicco bianco” che nei “Vitelloni”.

    Come è noto lo “Sceicco bianco” fu un vero flop al botteghino, tanto che alcuni produttori cinematografici chiesero di togliere il nome di Sordi dalle locandine in quanto non molto amato dal pubblico.

    Nel 1954 interpreta uno dei suoi ruoli più celebri, quello di Fernando Moriconi (“l’americano”) prima in “Un giorno in pretura” e poi in “Un americano a Roma” di Steno. Quest’ultimo è un grandissimo successo e per molti aspetti può essere inteso come un momento di svolta nella carriera dell’attore trasteverino. Da questo momento in avanti infatti lavorerà con gran parte dei “maestri” della commedia italiana movimento del quale diventerà per molti versi il simbolo. Girerà una quantità di film impressionante, anche 10 all’anno. In questa intervista ad Enzo Biagi spiegherà , tra le altre cose, l’importanza di una preparazione fisica adeguata per reggere una tale mole di lavoro.Nel 1955 interpreta il maestro elementare supplente Impallato in “Bravissimo di Luigi Filippo D’Amico; è di un anno dopo, il 1956, la commedia “Mi permette babbo!” diretta da Mario Bonnard con Aldo Fabrizi in cui Sordi interpreta uno studente di canto che aspira a diventare cantante lirico. Compare nel film anche il basso senese Giulio Neri, una vera celebrità in quegli anni.

    Nel 1957 Sordi si iscrive alla SIAE come suonatore di mandolino, strumento che aveva imparato a suonare durante la seconda guerra mondiale nella banda dell’esercito e gira sei film tra cui il “Conte max” di Giorgio Bianchi.Lavora con Nino Manfredi nel 1958 in “Venezia, la luna e tu” sempre di Dino Risi.Nel 1959 è nelle commedie “Il vedovo” di Dino Risi con una splendida Franca Valeri e “Il moralista” di G. Bianchi e nella “Grande guerra” di Mario Monicelli. In quest’ultimo film dimostra grandi capacità interpretative anche calandosi in un personaggio drammatico.Del 1960 sono “Tutti a casa” di Luigi Comencini e “Il vigile” di Luigi Zampa e del 1961 è “Una vita difficile” di Dino Risi in cui interpreta il giornalista Silvio Magnozzi.Nel 1963 è diretto da Vittorio De Sica in “Il boom” e nel 1968 è “Il medico della mutua” diretto da Luigi Zampa. Recita di nuovo con Nino Manfredi in “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa” di Ettore Scola.A partire dal 1966 (anno di “Il fumo di Londra”) si cimenta anche dietro la macchina da presa in 19 film tra cui “Un italiano in America” assieme a Vittorio De Sica, “Finchè c’è guerra c’è speranza”, il dittico “Il tassinaro” e “Un tassinaro a New York” e “Nerone, l’ultima corsa”.

    Nel 1972 vince l’Orso d’oro a Cannes per “Detenuto in attesa di giudizio” di Nanni Loy, girato l’anno prima.Viene diretto nuovamente da Mario Monicelli nel 1977 in “Un borghese piccolo piccolo” e nel “Marchese del Grillo” del 1981.Diretto da Tonino Cervi affronta due trasposizioni di Moliere, “Il malato immaginario” (1979) e “L’avaro” (1990).Di nuovo diretto da Scola è protagonista de “Romanzo di un giovane povero” nel 1995,che dire... Grazie Alberto,per noi è stato unìonore averti conosciuto anche se solo nella televisione,ma ci basta e ci avanza,perché sei stato un grande e come te,mai nessuno esisterà.

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  • il 08 Jun 2016




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