Omaggio alla Giulietta Alfa Romeo,un auto che ha scritto una storia importante

    Impossibile dimenticare una macchina del genere,la Giulietta in quei tempi era un'auto che si faceva rispettare da tutte le altre macchine,un concentrato di potenza e una guida dinamica e anche divertente,non aveva un compito facile, infatti la Nuova Giulietta: doveva sostituire un’autovettura molto amata, la Giulia, utilizzando una meccanica già esistente (quella della Alfetta), evitando di sovrapporsi commercialmente ad altri modelli in listino,da queste premesse nacque una berlina a 3 volumi dal disegno fortemente a cuneo, con frontale basso e coda alta e corta,pianale, motori e meccanica erano gli stessi della Alfetta. Per evitare che i due modelli si cannibalizzassero a vicenda (avevano anche lo stesso passo di 251cm), la Casa di Arese decise di dare alla Giulietta una connotazione più sportiva, lasciando all’Alfetta il ruolo di berlina elegante. Nel complesso la Giulietta, per livello di finiture e scelta di motori (partivano da 1,3 litri), si collocava un gradino sotto alla Alfetta.

    Al momento del suo esordio la Giulietta (novembre 1977) era disponibile in due versioni, che differivano tra loro per la cilindrata del motore (4 cilindri bialbero) e per l’allestimento interno. Alla base si collocava la “1.3”, mossa da un motore di 1357cm³ da 95cv, mentre al top della gamma (anche per dotazioni) si collocava la “1.6”, con motore di 1570cc da 109cv. All’interno spiccava, moderna e funzionale, la plancia, mentre all’esterno si trovavano i caratteristici paraurti integrali in metallo verniciati di grigio scuro (ad un primo sguardo sembravano in plastica).

    Nel 1979 la gamma si arricchì della versione “1.8” con motore di 1779cc da 122cv e dotazione superiore alla “1.6”. Nel 1980 arrivò la “2.0 Super”, dotata di motore 2 litri di 1962 cm³ da 130cv e caratterizzata da un allestimento speciale: verniciatura color visone metallizzato con strip oro, cerchi in lega, interni in velluto marrone con bordature beige.Nel 1981 un restyling interessò molti dettagli del corpo vettura e degli interni. Le modifiche riguardavano i paraurti (ora in plastica e con profili satinati), la mascherina anteriore (ridisegnata), gli specchietti, l’eliminazione della fascia satinata posteriore, la plancia parzialmente ridisegnata e i rivestimenti interni. Comparvero anche, a seconda delle versioni, profili o fascioni laterali protettivi.

    La gamma denominata Nuova Giulietta L comprendeva le versioni “1.3” e “1.6”, con allestimento base (mascherina nera, borchie coprimozzo nere, trasparenti degli indicatori di direzione anteriori color arancio, profili laterali più sottili, interni meno accessoriati), la “1.8”, con allestimento più curato (mascherina argento, borchie coprimozzo argento, trasparenti degli indicatori di direzione anteriori bianchi, fari fendinebbia, fascioni laterali, interni più accessoriati), e la “2.0 Ti” 1982 (che differiva dalla “1.8” per la verniciatura in grigio metallizzato della carrozzeria, per i paraurti e fascioni di colore grigio, per i cerchi in lega, per il volante in pelle e per la dotazione ancora più ricca).Nessuna novità per i motori. Nel 1983 le versioni con motori di 1600 e 1800cc adottarono un nuovo cambio con rapporti più lunghi. Contemporaneamente esordì la “Giulietta 2.0 Turbodiesel”, con motore turbocompresso a gasolio VM 2 litri 1995 cm³ da 82cv. Disponibile negli allestimenti base (come la “1.3”) e L (come la “1.8”). Sempre nel 1982 venne introdotta la “1.6 L”, con allestimento simile alla “1.8”,abbiamo voluto inserire un video per tutti gli amatori di questa macchina per ricordare di quando era bella e potente,arrivederci al prossimo articolo.

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  • il 20 Jun 2016




Categorie: Motori, Anni 70/80 Ottanta

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